ALESSANDRI: CHIAREZZA SUL PRESENTE E SUL FUTURO DEL SS GONFALONE

Una richiesta d’incontro urgente per confrontarsi e avere certezze circa il presente ed il futuro del SS Gonfalone. Lo ha rivolto stamani il sindaco Mauro Alessandri al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, alla luce della sempre più critica situazione del nosocomio eretino, punto di riferimento sanitario per la città e, soprattutto in casi d’emergenza, per un bacino d’utenza di almeno 100mila cittadini. Il futuro dell’ospedale resta infatti pericolosamente in bilico tra l’ipotesi di “declassamento” (leggasi chiusura) prevista dal famigerato decreto 80 durante la gestione Polverini e le indicazioni di segno opposto, esplicitamente contenute nell’atto di indirizzo aziendale inviato in Regione dal direttore generale Brizioli, nel quale il SS Gonfalone è confermato “nosocomio per acuti” con tutte le sue unità operative. A preoccupare nondimeno operatori sanitari, organizzazioni sindacali, istituzioni locali e cittadini è il difficile momento attuale del nosocomio, la cui operatività è continuamente messa a rischio da scelte e disposizioni aziendali restrittive e penalizzanti. Ultime in ordine temporale il trasferimento, nel mese di luglio, di personale medico e paramedico dal punto nascite del SS Gonfalone presso altre strutture sanitarie dell’azienda e ancora, appena qualche giorno fa, il provvedimento con il quale si dispone che tre medici del Pronto soccorso del nosocomio eretino debbano svolgere il 50 % delle prestazioni lavorative settimanali presso un altro ospedale. «Queste disposizioni - affermail sindaco Mauro Alessandri –  tra l’altro del tutto incoerenti rispetto agli indirizzi dichiarati dall’azienda, hanno conseguenze devastanti. Oltre a provocare pericolose carenze nell’erogazione dei servizi, soprattutto quelli d’emergenza, finiscono col causare un abbassamento dei veri indici di operatività dell’ospedale, assai diversi da quelli errati alla base dell’ipotesi di declassamento che a suo tempo eravamo stati in grado di confutare in sede regionale. Più in generale a pesare è questa incomprensibile ambiguità con la quale da un lato si conferma esplicitamente l’importanza, l’efficienza e la rilevanza strategica dell’ospedale di Monterotondo rispetto all’intero sistema sanitario territoriale, dall’altra si adottano disposizioni penalizzanti che vanno in tutt’altra direzione. E’ evidente, perciò, quanto sia indispensabile che il presidente Zingaretti venga perfettamente edotto circa la reale situazione del SS Gonfalone, anche per scongiurare un nuovo rischio di valutazioni ultime viziate da dati errati e fuorvianti». Nel sottoporre la situazione a Zingaretti «con la stessa incisività e la medesima consapevolezza - sottolinea - di quando lo facemmo nei confronti della presidente Polverini», il sindaco intende inoltre evidenziare un altro fondamentale elemento di riflessione: «Ribadisco che non basta mantenere solo nominalmente le funzioni dell’ospedale ma che servono urgenti e significativi investimenti affinché questo possa pienamente svolgere il suo insostituibile ruolo di presidio sanitario anche per le emergenze. Auspico di avere presto l’opportunità di un confronto diretto con il presidente Zingaretti, al quale diamo atto di una concreta attenzione verso le questioni della sanità e di una decisa volontà a venire a capo delle tante criticità insolute, puntualmente registrate dall’attenzione mediatica anche in questi ultimi giorni».

 

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