SILVIA FUGGI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PER LE PARI OPPORTUNIT└ DEL COMUNE DI FONTE NUOVA RICORDA LA GIORNATA INTERNAZIONALE SINDROME DI DOWN.

Mercoledì scorso Giornata Internazionale della Sindrome di Down è stata ricordata  anche dal Comune di Fonte Nuova. Conoscere meglio la Sindrome di Down e favorire l’inclusione nella società di chi ne affetto, è proprio con questo spirito che ogni 21 marzo si celebra il “World Down Syndrome Day”. La sindrome –  ricordiamo – prende il nome dal primo studioso che ne descrisse le peculiarità, John Langdon Down.

In una nota pubblica, Silvia Fuggi, Presidente della Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Fonte Nuova:
“Oggi si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale delle persone con la sindrome di Down. Non a caso la giornata cade in una data simbolo, il 21 marzo, che richiama lo stesso numero con il quale viene tecnicamente definita questa sindrome: la trisomia 21, la peculiarità genetica di tutte le persone con sindrome di Down. Questa giornata commemorativa ha come obiettivo quello di contribuire a vedere i portatori di questa sindrome non come “pesi” e persone da assistere ed accudire, con la speranza di dire basta alle discriminazioni attraverso la presa di coscienza e la crescente consapevolezza dei loro diritti fondamentali, affinché si possa cambiare profondamente anche il contesto sociale, ponendo al centro di questo cambiamento le stesse persone con disabilità che, aiutate dai genitori e familiari, da esperti e dalle istituzioni, possano diventare sempre più autonomi ed indipendenti. In Italia oggi un bambino ogni 1.200 nasce con la sindrome di Down, ma negli ultimi 40 anni molte cose sono cambiate a livello nazionale ed europeo. In Europa, l’aspettativa di vita delle persone con sindrome di Down è di 62 anni; l’80% raggiunge i 55 anni e il 10% arriva ai 70. Se negli anni ’40 difficilmente i bambini con sindrome di Down superavano i 12 anni di età, oggi, su 38mila persone, 25mila sono maggiorenni. L’idea più diffusa, fino a non molti anni fa, era quella che le persone con un deficit intellettivo sarebbero state per sempre dipendenti dai loro genitori, degli eterni bambini che non avrebbero potuto inserirsi nella società e nel mondo del lavoro. Oggi la realtà per fortuna è molto diversa: si è allungata l’aspettativa di vita, i bambini con sindrome di Down frequentano la scuola, è cresciuto il loro livello di autonomia e circa il 12% degli adulti ha un lavoro, grazie all’impegno delle loro famiglie e delle associazioni. In occasione della Giornata Mondiale della sindrome di Down vogliamo ricordare e sottolineare l’importanza dell’educazione all’autonomia degli adolescenti. Le persone con sindrome di Down possono e devono raggiungere un buon livello di autonomia, se si lavora in tal senso e li si riconosce diventare “uomini e donne semplici” non considerandoli per tutta la vita degli “eterni bambini”.

 

 


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