LA RIAPERTURA COMPLETA DEL SS GONFALONE ╚ REALT└

Tutto pronto per la riapertura pressoché completa del SS Gonfalone. Venerdì 9 dicembre (ore 11), alla presenza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e del direttore generale della Asl Roma 5 dottor Vitaliano De Salazar, saranno infattiriaperti alla piena attivitài reparti di Chirurgia e di Ortopedia, le sale operatorie, il servizio di Oculistica e l’ambulatorio ginecologico, che dalla sede temporanea ospitata presso la sede aziendale di via dell’Aeronautica viene ritrasferito in quella naturale dell’ospedale. Rimandata, ma solo per motivi legati al perfezionamento delle procedure di trasferimento del personale, l’apertura del reparto di SPDC (Servizio Psichiatrico di diagnosi e cura).

Si completa, quindi, l’importante operazione di ristrutturazione finanziata dalla Regione e dalla stessa Asl, avviata nell’estate del 2015, che già nell’ottobre dello scorso anno aveva consentito la riapertura di un nuovo, più efficiente e strutturato reparto di Pronto soccorso, a cui erano poi seguite quelle del servizio di Radiologia e del reparto di Medicina.  

Soprattutto si conclude, definitivamente e nel migliore dei modi, una lunga vicenda iniziata nel settembre del2010, quando iniziarono a trapelare le prime indiscrezioni riguardo possibili “riconversioni” di diversi ospedali del Lazio, tra cui il SS Gonfalone di Monterotondo, nel quadro del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale (decreto 80), voluto dal commissario ad acta e presidente della Regione Renata Polverini. Indiscrezioni che diventarono certezze quando il decreto venne ufficializzato, scatenando in molti territori della Regione proteste e mobilitazioni popolari.  Tra questi si distinse quello di Monterotondo, capace di mobilitarsi a tutti i livelli e di supportare le Istituzioni cittadine, Sindaco e Giunta comunale in testa, nella composta, rispettosa ma ferma contestazione puntuale dei dati in base ai quali la “produttività” del nosocomio eretino era stata giudicata insoddisfacente, tale da decretarne il declassamento e la riconversione. Manifestazioni, sit-in contro le strategie regionali, confronti e audizioni presso la Regione e la direzione generale della Asl, continuate fino a quando, nell’agosto del 2014, il nuovo Piano operativo sanitario 2013/15 varato dalla Giunta Zingaretti, salvava di fatto SS Gonfalone da una fine ingloriosa e il territorio dal depauperamento della sua principale struttura sanitaria.

Nel maggio del 2015, infine, con il suo inserimento nel Piano sanitario regionale in vista del Giubileo straordinario, il nosocomio eretino aveva beneficiato di importanti finanziamenti che hanno consentito l’adeguamento strutturale conclusosi in questi giorni.

«Siamo profondamente soddisfatti di questo momento – dichiara il consigliere delegato per la sanità Walter Antonini possiamo dire di essercelo guadagnato per la determinazione con la quale abbiamo saputo difendere il nostro presidio ospedaliero anche quando sembravano nulle le speranze. L’unico rimpianto è quello della soppressione del punto nascite, dovuto a parametri che, seppur di poco, fanno sì che il numero di parti annui al SS Gonfalone sia inferiore al minimo stabilito dalla legge regionale. Chissà che in un prossimo futuro, magari con la rivisitazione di quegli stessi parametri, si possa riuscire anche a reintrodurre questo importante servizio».

«Venerdì  – afferma il sindaco Mauro Alessandriil nostro ospedale, ristrutturato, rinnovato, con tutti i reparti al loro posto, il personale al completo e nuovi macchinari verrà inaugurato in questa sua nuova veste, dopo molti lavori, anche di consolidamento. Dopo sei anni di tribolazioni, polemiche e battaglie, per la nostra Comunità questo è un momento di grande soddisfazione. Allo stesso tempo non posso non ricordare che senza il buongoverno di Zingaretti nessuna delle nostre rivendicazioni avrebbe avuto seguito. Quante porte chiuse in faccia, bugie, falsità, prepotenze abbiamo subito e ascoltato… Non ci siamo piegati e abbiamo lottato. La Regione ha mantenuto gli impegni, seriamente. Come hanno fatto la direzione generale e sanitaria della nostra Asl. Ed eccoci finalmente arrivati a questo risultato, fondamentale per noi e per le generazioni future».


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